Chiesa di San Lussorio [San Vito]

La chiesa di San Lussorio (Santu ‘Isciori in lingua sarda) a San Vito
La chiesa di San Lussorio, risalente al XIII secolo, è situata nella parte alta del paese di San Vito e le sue peculiari caratteristiche architettoniche la rendono un unicum tra le chiese della Sardegna meridionale, sia per il tipo di decorazioni sull’orditura principale (dipinta nelle parti in vista con motivi floreali di gigli e quadrifogli), sia per l’unità di misura utilizzata per la sua costruzione. Le dimensioni della chiesa, infatti, risultano essere dei multipli del “piede bizantino”, che corrispondono a 31,2 centimetri: la larghezza dell’edificio è di 25 piedi, la lunghezza di 60 piedi mentre lo spessore dei muri laterali, essendo di 62 centimetri, corrisponde al doppio di un “piede bizantino”.
La chiesetta contiene un presbiterio quadrato, ricoperto da una volta a botte e il suo prospetto risulta molto semplice, con un portale rettangolare sovrastato da un bel campanile a vela. L’intero impianto, privo di finestre, presenta sul lato destro una piccola porta, che risulta quindi l’unico elemento di apertura laterale. Lungo il lato destro, in corrispondenza delle capriate, furono eretti alcuni contrafforti, dei quali uno, inclinato a quarantacinque gradi, sostiene lo spigolo destro della facciata. Sempre lungo il prospetto destro, fa bella mostra di sé, completamente restaurato, un grazioso portico, sostenuto da grossi pilastri di legno, rispecchiando così una diffusa usanza locale.
Il culto di San Lussorio, festeggiato il 21 agosto, è antichissimo: Gregorio Magno lo cita in una lettera inviata a Gianuario, arcivescovo di Cagliari. Santo guerriero sardo, i Bizantini esaltarono la sua devozione, per cui molte chiese presenti nell’isola furono a lui dedicate.
Secondo la tradizione locale, questa chiesa era anche la parrocchia dell’antico paese o, per essere più precisi, dell’antica villa di Orrea, visto che il toponimo San Vito è sopraggiunto in epoche più recenti.
(notizie tratte dal volume “Il Medioevo nella Sardegna sud-orientale” di Tiziana Pili).
Si ringrazia per la foto Alessandro Cuccu








